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Small Data: un tesoro di informazioni

“Small Data: The Tiny Clues That Uncover Huge Trends” è un libro di Martin Lindstrom, considerato uno dei più importanti esperti mondiali di branding e, secondo la rivista TIME, fra le 100 persone più influenti al mondo.

La tesi sostenuta nel libro è che i big data (database, algoritmi, dati online), da soli non bastano, se non li integriamo con gli small data, “I piccoli indizi che svelano grandi trend”.

Ma cosa si intende per small data?

 

Un ecosistema di piccoli dati che aiutano a comprendere la società. Legati ad abitudini, comportamenti, oggetti della vita quotidiana, vestiti che indossiamo, ambienti in cui viviamo (online e offline), emozioni, passioni ma anche quello che buttiamo via e quello che desideriamo.

Ma sono veramente importanti queste tipologie di dati? Classico esempio del successo dei Small Data è legato alla multinazionale Lego.

La Lego era alle prese con un preoccupante calo delle vendite a causa, soprattutto, della diffusione del digitale. L’analisi dei Big Data suggerivano di modificare il modello di business, perché dallo studio dei dati risultava che i bambini delle nuove generazioni non erano adatti ai “mattoncini” in quanto impazienti e impulsivi. Così la dirigenza decise che Lego doveva passare dal costruire mattoncini, ai mattoni più grandi e semplificare il processo, ma i vertici della Lego hanno dovuto fare i conti con risultati shock.

La svolta si ebbe, invece, con l’arrivo di Lindstrom in Lego. L’azienda decise di recarsi direttamente nelle case delle persone che utilizzavano i Lego, per cercare di capire da vicino l’approccio al prodotto. Questo aiutò l’azienda a capire gli errori commessi nelle analisi precedenti, o meglio, l’interpretazione non completa fornita dai Big Data.

La soluzione fu data da un ragazzo tedesco di undici anni, amante di skateboard e lego, che alla domanda: “qual era la cosa a cui teneva di più?” rispose “le sue scarpe da ginnastica usurate”. Queste erano talmente malmesse e vecchie che avevano una serie di scanalature lungo il fianco. Il bambino spiegò che quelle sneakers erano la prova che lui era il migliore in città sullo skateboard. Il ragazzo si era allenato così duramente e assiduamente, che quelle scarpe erano il simbolo del suo impegno.

Il risultato derivante dagli Small Data era completamente opposto rispetto a quello risultante dall’analisi dei Big Data, altro che gratificazione immediata le nuove generazioni cercavano di ottenere una reputazione sociale agli occhi dei coetanei, attraverso il gioco.

Così invece di andare verso la semplificazione, come era stato dedotto con i Big Data, si invertì la rotta: si iniziò a realizzare scatole Lego con un numero maggiore mattoncini e addirittura più piccoli, tali da far diventare Lego come sinonimo di sfida. L’azienda, così, si è rapidamente ripresa, e oggi, è rimasta uno dei leader nel mondo dei giochi.

..e Digitalya?

 

Il nostro team è molto attento all’argomento. Digitalya fornisce la possibilità di integrazione dei suoi database (Big data), con ogni tipo di informazione che possa essere utile per ottimizzare ogni tipo di comunicazione (Small data), raggiungendo, così, un alto tasso di conversione con un giusto equilibrio tra Small e Big data.

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