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L’Intelligenza artificiale e il Marketing Creativo

Intelligenza artificiale è una parola entrata ormai nel glossario comune ma, non si riduce tutto all’analisi dei dati.

 

Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale è la protagonista di ogni talk, showcase e festival a tema comunicazione. In realtà il dibattito è molto più ampio, parte dalla filosofia morale fino ad arrivare a come possa concretamente aiutare le aziende ad aumentare il ROI degli investimenti in marketing.

Non bisogna considerare l’AI funzionale al marketing solo ed esclusivamente considerando l’apporto dei big data, alle previsioni e al monitoring delle attività: azioni indispensabili ma non certo le uniche che possa compiere.

 

Sappiamo già quanto l’intelligenza artificiale ci aiuti a prendere decisioni di marketing migliori, sappiamo quanto sia quindi in grado di sollevarci da attività analitiche complesse. Sappiamo anche però che il marketing non è solo dati e analisi ma creatività; la domanda da porsi diventa allora: l’intelligenza artificiale sarà in grado di compiere anche compiti creativi? 

 

Cos’è un’Intelligenza Artificiale

 

L’intelligenza Artificiale è la simulazione dell’intelligenza umana in una macchina, nello specifico il deep learning ( apprendimento automatico che insegna ai computer a svolgere un’attività naturale per l’uomo: imparare con l’esempio).

Proprio come il cervello umano infatti, gli algoritmi di Intelligenza Artificiale utilizzano reti neurali in grado di elaborare grandi quantità di dati. Questi algoritmi sono “addestrati” a risolvere task attingendo ad uno storico di input.

 

Analisi dei dati vs Creatività

 

Il nostro cervello è in grado di risolvere compiti creativi e spesso pensiamo a quanto questo ci differenzi da tutte le altre specie viventi.

Ma, dal momento in cui il deep learning funziona esattamente seguendo lo schema umano sarebbe giusto presumere che anche le intelligenze artificiali possano farlo, uscire dalla mera analisi dei dati e spingersi verso l’orizzonte creativo.

Infatti negli ultimi anni abbiamo potuto assistere allo sviluppo anche di queste skill, dalla composizione musicale alla creazione artistica.

 

Scrittura creativa

 

Shelley (chiamata così in onore di Mary Shelley, autrice di Frankestein) è la prima intelligenza artificiale in grado di scrivere storie dell’orrore.

I suoi sviluppatori l’hanno addestrata con circa 140.000 racconti del genere, ma la cosa più interessante è che possiamo aiutarla nel suo lavoro di redazione interagendo con lei su Twitter. Shelley si potrebbe rivelare una sorpresa aiutandoci, ad esempio, ad uscire dal panico da pagina bianca.

Esistono altre soluzioni basate sulla IA che sono un po’ più pratiche e ampiamente utilizzate nel marketing per aiutare gli utenti a migliorare il loro contenuto, come Crystal e Grammarly, che analizzano il testo e forniscono consigli su stile di comunicazione, ton of voice, grammatica e punteggiatura.

 

Pikazo, un’app per nuove correnti artistiche

 

Qualche tempo fa fu Prisma la prima app che faceva convergere fotografia e arte e, per settimane, le bacheche di tutti i social del mondo si riempirono di selfie trasformati in quadri, con le pennellate tipiche di varie correnti artistiche del ‘900. La stessa scia che percorre Pikazo, l’app che grazie ad una complessa rete neurale combina due immagini trasformandole in un contenuto visivo interessante. Da provare come spunto per nuovi contenuti, anche social.

L’AI è arrivata anche nelle fotografie professionali, anche se un buon strumento non sostituirà l’occhio artistico, nei tool per una content curation da primi della classe possiamo aggiungere EyeEm. L’intelligenza artificiale dietro all’app è in grado di scegliere autonomamente se un’immagine è esteticamente gradevole analizzandone il contenuto, stilare una classifica in base ai requisiti predefiniti e, come se non bastasse, generare una didascalia adeguata.

 

Comporre Musica

 

E se le intelligenze artificiali possono scrivere storie creative, creare immagini in maniera professionale, trasformarle in arte, potranno anche comporre musica? Sì, lo fanno. Insieme a JukeDeck possiamo sfidare anche l’ultimo aggiornamenti di Facebook e creare contenuti video che non si devono accontentare dei jingle in free download.

 

L’intelligenza artificiale può quindi aiutarci nella costruzione di testi, contenuti musicali, fotografie artistiche e opere d’arte che non pensavamo potessero esistere.  Ma tutte queste app  non faranno altro che aiutare noi per la nostra Strategia Marketing e non andranno quindi a sostituire il nostro lavoro. La tecnologia non fa altro che crearci nuove opportunità per avere team creativi e marketers, semplificandoci la vita e aumentando la qualità e la quantità del nostro lavoro.

 

Fonte: Ninjamarketing

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