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Come si fa Mobile marketing?

E’ del tutto evidente che  il 66% delle persone controlla il proprio smartphone quasi 50 volte al giorno, che il 66% del tempo digitale è speso su mobile e l’85% sulle APP. E’ quindi fondamentale che le aziende accrescano il proprio engagement sfruttando i numeri pazzeschi dei dispositivi mobili. Impostando una strategia, infatti, l’azienda deve sapere che deve essere operativa 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, così da poter rispondere in qualunque momento alle richieste del potenziale cliente. Farsi percepire ‘presenti’ e capaci di rispondere infonde grande fiducia al cliente. E’ quindi il modo migliore non solo per fare brand awerness, ma per trasformare il potenziale clienti prima in una lead  e poi in un cliente che si affeziona sempre di più al marchio. Come fanno le aziende a farsi conoscere, a conquistare e a mantenere  la fiducia dei consumatori?

 

Come si fa Mobile marketing?

 

Ovviamente per fare bene mobile marketing bisogna mettere in campo una strategia che può essere riassunta in  3  punti:

  1. Individuare il target, cioè coloro che voglio raggiungere, scoprendone anche usi e abitudini
  2. definire gli obiettivi
  3. scegliere gli strumenti più adeguati per raggiungere il risultato

Una delle grandissime possibilità che offre la strategia mobile è quella di ‘radiografare’ con la massima precisione come l’utente si muove online. E’ così certamente più facile proporre contenuti sempre interessanti. E’ chiaro che la stessa operazione non si può fare, almeno con la stessa portata, con coloro che navigano principalmente da desktop.Una volte definiti questi tre punti si può iniziare ad attuare la strategia sui diversi canali che si hanno a disposizione

 

Il sito dell’azienda

 

Non sfugge quindi, in questo funnel, cioè in questo percorso di acquisizione di una possibile lead, quale importanza deve avere la cura dei siti, delle email e delle landing pages, a maggior ragione di chi vuole sfruttare il mobile marketing per ingaggiareCome uno si presenta dice già tutto, o quasi. Se un sito è bello, curato, semplice da navigare non sarà difficile che venga esplorato e navigato anche negli angoli più nascosti. In questo contesto è sicuramente di grande importanza che i siti siano perfettamente navigabili sia da dispositivi mobili che da pc fissi. Il sito deve essere in grado di adattarsi perfettamente e in modo automatico – da un punto di vista grafico – al dispositivo sul quale viene visualizzato. Se la pagina non è realizzata in questo modo il rischio che venga facilmente abbandonata è altissimo. Anzi è praticamente certo. Siti e landing pages, allo stesso tempo, devono spingere e invitare l’utente a cliccare così da stabilire un contatto diretto con l’azienda. Se non sono di facile lettura e scorrimento non ci riusciranno mai.

 

Le app per il mobile marketing 

 

Come detto, le app rappresentano uno strumento formidabile di mobile marketing. Quante ne abbiamo scaricate sul nostro smartphone? Tantissime e indipendentemente dal sistema operativo che si usa. Sicuramente più di cinquanta, ma forse anche di cento. perché è presto detto. Le applicazioni sono di una comodità e facilità di utilizzo estrema e permettono di bypassare l’apertura del browser riducendo ulteriormente il tempo di risposta che è quello che ciascuno di noi chiede al proprio dispositivo praticamente ancor prima di averlo in mano. Se poi consentiamo anche le notifiche, il rapporto con il ‘proprietario’ dell’app diventa bidirezionale e immediato. C’è anche un altro aspetto delle app che non va sottovalutato che è quello della geolocalizzazione.

 

App sì o app no? 

 

Chiunque abbia deciso di sbarcare sul mobile per fare marketing si sarà chiesto se è necessario avere un’app per incrementare il proprio business. Come in ogni cosa non c’è una risposta unica e che va bene per tutti. L’app consente di rendere disponibili contenuti anche offline e questo è sicuramente un plus, visto che la si può usare senza consumare dati. L’app spesso e volentieri permette di interagire meglio di un sito, può essere decisamente più bella graficamente e soprattutto, se chi la scarica lo permette, può inviare notifiche rendendo ancora più veloce la conclusione di un processo di mobile marketing.

 

L’Aso, anche le app devono farsi notare nei market

 

Aso è l’acronimo di app store optimization. Anche per le app è infatti necessario distinguersi nel mare magnum degli store.

L’Aso, dunque, è ciò che consente di migliorare la rintracciabilità dell’app nei market. Vanno ottimizzati titoli, descrizioni, keyword, icone e screen shot dell’app. Come la Seo, se ben fatta, fa risaltare una pagina in un motore di ricerca, così l’Aso fa spiccare l’app in uno store. Ci sono evidentemente anche altri fattori – come il numero di download e il punteggio o rating (stelline) che ciascuna app ottiene dopo essere stata scaricata  – che influenzano il processo di posizionamento delle app nello store.

 

Mobile marketing tramite sms e mms 

 

Il mobile marketing attraverso sms e mms consente di inviare offerte mirate in pochi caratteri. I primi tentativi risalgono agli inizi del 2000 quando  in Europa e in alcune parti dell’Asia alcune aziende hanno iniziato a raccogliere I numeri dei cellulari e inviare contenuti promozionali. Un sms non può superare infatti i 160 caratteri e questo significa che in pochissimo spazio l’azienda che lo invia deve essere in grado di invitare il cliente a fare qualcosa tramite una ‘call to action’. Da non sottovalutare il fatto che l’open rate (cioè il numero di quelli letti rispetto a quelli inviati) di un sms è del 98% contro il  22 delle mail.  Secondo ‘Cellit’ gli sms possono essere fino a 8 volte più efficaci delle mail per ingaggiare.

 

Mobile marketing attraverso la geolocalizzazione

 

Smartphone e tablet consentono di attivare la geolocalizzazione, vale a dire la possibilità di individuare esattamente la posizione di dove quel device si trova sfruttando il segnale Gps. E’ questa una frontiera importantissima del mobile marketing, perché attraverso la geocalizzazione è possibile inviare ai dispositivi mobili non solo offerte legate a dove l’utente si trova, ma anche servizi. Alzi la mano chi non ha mai ricevuto sul proprio telefono la segnalazione di un ristorante, ma anche di un supermercato o qualsiasi altro negozio che magari abbiamo cercato in precedenza.

 

NFC, Qr code e iBeacon 

 

Queste nuove soluzioni permettono alle aziende che scelgono di fare mobile marketing di sfruttare nuovi meccanismi per fare engagement. Il brand invita infatti il cliente a compiere un’azione, la famosa call to action, che lo mette di fronte a diverse possibilità. La tecnologia Near Field Comunication (NFC) consente  lo scambio di dati a meno di 10 cm tra due apparecchi, dotati di questo dispositivo e che sfruttano la medesima rete wireless. L’NFC può già essere utilizzata per il pagamento senza contanti.

La risposta di Apple all’NFC si chiama iBeacon: sfruttando la tecnologia Bluetooth, iBeacon consente di trasferire dati tramite la geolocalizzazione, Con l’apposita app e con bluetooth e servizi di localizzazioni accesi, potremo ricevere sul nostro smartphone informazioni utili magari proprio su quel prodotto che stiamo cercando proprio in quel negozio. Su questo canale possono viaggiare anche coupon per sconti. Non è tutto perché il gigante di Cupertino ha voluto fare ancora di più sfruttando questa tecnologia come modalità di pagamento. iBeacon, rispetto all’NFC può garantire connessioni fra dispositivi mobili distanti fra loro anche 50 metri

L’insieme di quei piccoli moduli bianchi  e neri racchiusi in un quadrato pixellato delimitato agli angoli da tre piccoli quadratini prende il nome di QR code, acronimo di Quick Response Code, un sistema che consente di memorizzare informazioni leggibili da un telefono cellulare o da uno smartphone dopo aver scaricato l’apposito lettore. La potenza del QR è quella di contenere ogni tipo di informazione (non solo testo, ma anche immagini, video, link fino al download di un’app)   semplicemente leggendo il codice con apposita app. Anche questo codice si rivela dunque un alleato prezioso per chi vuole fare mobile marketing. Non spaventatevi, per generare codici QR non è assolutamente necessario essere degli smanettoni. Esistono infatti applicazioni, spesso gratuite, che permettono a chiunque di creare un QR code partendo da zero.

 

Date queste premesse è chiaro a tutti come il mobile marketing rappresenti davvero una strategia cui non rinunciare. L’Osservatorio Mobile B2C Strategy della Scool of Management del Politecnico di Milano prevedono per il 2017 un aumento degli acquisti online del 16% rispetto al 2016 per un incremento in termini economici di oltre 23 miliardi di euro. E’ chiaro che con questi numeri le possibilità di pagare da mobile o tramite app non possono rimanere indietro rispetto ad una crescita di questa portata.

 

Fonte:Digital Coach

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