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Marketing Conversazionale ed i suoi vantaggi

Marketing Conversazionale: definizione

 

Si intuisce già dal nome: il marketing conversazionale è quel campo del marketing dedicato proprio al dialogo con gli interessati al fine di raccogliere opinioni, idee, suggerimenti che possano migliorare notevolmente l’azienda. Il principio fondamentale su cui si basa il marketing conversazionale è quindi l’ascolto dei clienti, strumento davvero efficace per scoprire i loro bisogni e venire incontro alle loro necessità. Una nuova frontiera che si avvale dei progressi in campo tecnologico come i chatbot, un mercato che raggiungerà un valore di 1,25 miliardi di dollari entro il 2025.

 

I vantaggi del Marketing Conversazionale

 

1. La comunicazione è personalizzata. L’approccio conversazionale implica un procedimento bidirezionale, per dare vita a conversazioni individuali con ciascun cliente;

2. I cicli di vendita sono più brevi. Parola chiave è acquisto d’impulso. Con la tecnologia di messaggistica istantanea l’intero ciclo di vendita diventa molto più breve e più semplice, perché diminuiscono i touchpoint. Il marketing conversazionale incrementa anche le conversioni perché gli utenti hanno meno tempo per pensare e ripensare all’acquisto.

3. La gestione è più efficiente. E qui arriviamo ai chatbot. Secondo Convince&Convert, quasi il 40% dei consumatori statunitensi si affiderebbe a un chatbot per ottenere una risposta rapida in caso di emergenza. Gli utenti, insomma, ne comprendono appieno il potenziale. I chatbot sono in grado di dare risposta a un gran numero di richieste, indirizzando poi le domande troppo complesse alle figure umane con conoscenze e sensibilità maggiori sul problema.

4. Si possono trovare una miniera d’oro di dati. I chatbot forniscono una grande quantità di informazioni relative all’utente che ha interagito. Integrandosi con altri sistemi utilizzati (automation, CRM, ecc.), contribuiscono in modo decisivo a creare un ecosistema digitale, offrendo inoltre preziose informazioni sulle esigenze e sul comportamento di un cliente: uno strumento fondamentale per fare upselling e cross-selling.

5. Aprirà il campo alle analisi predittive. Chiudiamo con un punto altrettanto fondamentale: i chatbot,  incoraggiano a condurre analisi predittive. Significa esplorare i dati dei clienti per rilevare i modelli comportamentali e prevedere poi quelli futuri. Si possono notare le domande frequenti relative ai servizi e agire di conseguenza per aggiungere nuovi prodotti al portfolio.

 

Quali sono i canali attraverso cui fare marketing conversazionale?

 

Il dialogo con i clienti può avvenire attraverso canali differenti e non bisogna dimenticare che il canale di comunicazione influisce anche sul tipo di discorso che si avvia.

  • Social media: uno dei canali più utilizzati per fare marketing conversazionale sono i social media. Quale canale migliore di Facebook o Twitter per chiedere il parere dei propri follower e clienti? Le opinioni sono davvero preziose perché possono dare dei buoni input per migliorare il brand oppure i prodotti offerti. Soprattutto nei social media le persone si sentono libere di esprimere i propri feedback ed esperienze su una compagnia o un prodotto. Scegliere i social media come strumento di marketing conversazionale è una buona idea quando si vogliono conoscere le opinioni autentiche dei clienti.
  • Blog: qui gli utenti possono lasciare dei commenti dopo aver letto gli articoli. In questo caso bisogna rivolgersi direttamente ai lettori chiedendo la loro opinione e invogliandoli a condividere quanto pensano su un dato tema. L’autrice del blog potrà poi moderare la conversazione e, attraverso le domande opportune, raccogliere le informazioni utili sulla compagnia o sul prodotto. Il vantaggio del blog è quello di avviare una conversazione con persone che si interessano al tema su cui hai scritto l’articolo e quindi sono più disposte a condividere il proprio punto di vista.
  • Sondaggio: questo strumento si presta bene a raccogliere i feedback dei clienti su un dato prodotto o servizio ma non da molto spazio al dialogo. Il sondaggio può essere incluso alla fine di un articolo su un blog oppure inserito come post sui social media.

 

  • Gruppi di interesse: un’altrabuona strategia di marketing conversazionale è quella di avviare una conversazioni su gruppi d’interesse presenti su Facebook, LinkedIn oppure su altre piattaforme online. Lo scopo? Raccogliere opinioni e consigli da parte di persone interessate ad un tema specifico e quindi esperte in campo.
  • Email marketing: questo canale consiste nell’invio ai clienti di newsletter in modo da aggiornarli sulle ultime news della compagnia e accompagnarli nel customer journey. Proprio per questo le newsletter sono un mezzo molto efficace per mantenere viva la conversazione con i clienti prima, durante e dopo l’utilizzo di un servizio o l’acquisto di un prodotto e la strategia di marketing conversazionale può essere integrata con quelle di drip marketing

 

Il marketing conversazionale è quindi uno strumento efficace che consente di interpellare clienti ed interessati raccogliendo le loro opinioni sulla compagnia e sui prodotti. Grazie alle informazioni dei clienti si può migliorare il brand e la reputazione dell’azienda.

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